Data: 26/11/2025
Autore: Emanuele Ferraris di Celle
Acronimi. Siamo circondati da acronimi nella nostra vita quotidiana: PIN, CEO, LOL, AI, B2B, … l'elenco sarebbe infinito.
Anche per noi volontari di Protezione Civile di Modena: da quello del gruppo, GCVPC, a quello della sede di Modena, CLC, al (mezzo) acronimo dell'associazione, ovvero MoProC.
Ma cosa c'è dietro all'acronimo che spesso sentiamo e di cui mai parliamo? CPVPC. Ovvero Consulta Provinciale dei Volontari di Protezione Civile. Sappiamo che è a Marzaglia, molti volontari (non tutti) ci hanno fatto uno o più corsi, e ci si ritrova lì in caso di emergenze grosse.
Insomma siamo sinceri, ne sappiamo poco.
Ecco quindi che l'incontro dello scorso 19 novembre, presso la nostra sede di Modena, si è rivelato utile per capire in cosa consista veramente la Consulta.
Sono intervenuti i responsabili neo eletti: Luigi Casetta, nuovo Presidente nonché coordinatore della Croce Blu di Mirandola, Alessandro Albertazzi, vicepresidente e vice coordinatore del Gruppo Comunale PC di Castelfranco, e Simone Lochi, anche lui appena eletto vicepresidente della Consulta e già vice coordinatore del nostro GCVPC di Modena.
Ecco alcuni dei contenuti che sono emersi, ricordando che per i dettagli sul funzionamento ci sono diverse pagine sul sito della Consulta stessa www.cpvpc.it oltre al materiale distribuito in occasione del corso base che tutti dovremmo avere sostenuto (A QUESTO LINK le slides del corso).
Intanto parliamo di un'associazione di II livello, ovvero composta da altre associazioni. Le associazioni e i gruppi comunali che fanno parte del sistema Protezione Civile della Provincia ne possono far parte, su adesione volontaria. Nella provincia di Modena, il 100% delle associazioni aderisce alla Consulta. Qui l'elenco: https://www.cpvpc.it/cms/chisiamo/associazioni
In caso di emergenza di tipo B, cioè ad un livello che va oltre quello comunale, è la Consulta stessa che attiva queste associazioni. O meglio, è l'ufficio territoriale della Protezione Civile regionale, composto da professionisti e non da volontari, che attiva la Consulta provinciale che a sua volta attiva gruppi comunali e associazioni. La procedura può sembrare complessa (e lo è, più di come spiegato qui), ma è necessaria perché tutti gli enti e le persone coinvolte sappiano esattamente dove operare, come e quando (Anche qui si rimanda al documento del corso base al link precedente).
Un ruolo importante della Consulta è quello di redigere ogni anno un Piano Operativo Annuale (POA), nel quale si giustificano e si chiedono finanziamenti per il mantenimento e il potenziamento di progetti. E' opportuno ricordare che i finanziamenti sono previsti (in misura variabile), ma naturalmente in cambio dello stanziamento la Regione chiede di garantire i livelli minimi di prestazione nell'ambito dei vari settori. Compito della Consulta nella redazione del piano annuale è fare in modo che i finanziamenti siano destinati a progetti che interessino tanto la provincia, che ne usufruirà, quanto la regione, che li eroga.
Visto che di teoria ne abbiamo scritta anche troppa, fa piacere riscontrare la volontà del nuovo ufficio di Presidenza di rendere la Consulta più visibile e più conosciuta ai volontari della associazioni che la compongono, tramite la sensibilizzazione dei referenti. Ci sarà quindi l'occasione di visitare la sede di Marzaglia per capire il funzionamento dei vari settori, la sala radio, il magazzino, la cucina da campo e molto altro. Abbiamo infatti a disposizione una grande quantità di beni, mezzi e strumenti per essere volontari efficaci, ci serve ora di esserne consapevoli e saperli usare.