Data: 14/08/2025
Autore: Paolo Guicciardi
Al servizio in occasione del Giubileo dei Giovani a Roma, dal 1° al 5 agosto, ha partecipato anche il nostro volontario Paolo Guicciardi. È lui che ci racconta come è stata l’esperienza dal suo personale punto di vista
“La mia intenzione, oltre a quella di essere d’aiuto, era anche quella di capire come funziona la collaborazione tra associazioni a livello nazionale, come si organizzano i servizi o che mezzi vengono impiegati per questo tipo di eventi.
Come Emilia-Romagna abbiamo partecipato in una sessantina, di cui 8 provenienti dalla Consulta di Modena. La partenza da Marzaglia è stata organizzata in due momenti, una prima parte il giovedì mattina alle 11:30 ed una seconda venerdì alle 4:00 della mattina. Io, per motivi personali, ho dovuto scegliere l’opzione del venerdì, anche se da un punto di vista dell’orario è stato un po’ estremo!
La partenza di venerdì è stata veloce e indolore: le indicazioni erano di unirci ai volontari del Coordinamento di Bologna presso la stazione di servizio di Cantagallo alle ore 5:00. Dopo un caffè e una pasta ristoratrice, la missione è proseguita per raggiungere Roma, più precisamente il campo base a Tor Vergata, il prima possibile. Arrivati al campo ci ha raggiunti Luca Tenuta, referente per il contingente di Modena nonché coordinatore dei volontari dell’Emilia Romagna. In pochi minuti ci ha fatto avere il tesserino del volontario che ci ha permesso di uscire e rientrare dal campo sorvegliato e, cosa più importante, di mangiare alle mense allestite per i volontari. Il campo era posizionato a fianco all’area adibita ai pellegrini, presso l’arena della vela di Calatrava. Si presentava grande e spazioso: l’organizzazione della regione Lazio e la Croce Rossa Italiana avevano predisposto diversi stanzoni con aria condizionata, prese elettriche e letti a castello con materassi annessi, WC chimici, box docce aggiuntive, 4 tensostrutture per le mense e molto altro. Le associazioni erano veramente tante e da tutt’Italia, oltre a volontari di gruppi comunali e associazioni di PC avevamo carabinieri volontari, vigili del fuoco volontari, cinofili, guardia costiera, misericordia, croce rossa, croce verde, croce bianca, croce d’oro, infermieri volontari del CIVES e tante altre che adesso non ricordo.
Già dal primo giorno abbiamo capito che come E-R avevamo l’arduo compito, insieme ad altre associazioni, di rifornire di acqua in modo preventivo e anche durante l’evento, alcune postazioni all’interno dell’area e lungo i percorsi di afflusso e deflusso, con bancali di bottiglie prodotte ad hoc per l’evento.
Il gruppo appena arrivato salta il primo turno del venerdì pomeriggio per potersi riposare dal lungo viaggio e prepararsi al turno successivo che sarebbe stato il sabato alle 4:00.
L’indomani, dopo una colazione veloce, ci rechiamo sul piazzale dove ci aspettava un pullman da 52 posti dell’esercito, che trasportava tutto il contingente dell’Emilia Romagna, salvo i volontari che durante la sera e la notte avevano distribuito acqua per tutta l’area, lungo il percorso di 7 km che i pellegrini avrebbero dovuto percorrere dalla stazione della metro Anagnina fino all’ingresso del parco di Tor Vergata.
Nel turno della mattina invece, eravamo di supporto ai volontari della regione Lazio ed alla polizia Roma Capitale per la distribuzione di barrette energetiche e succhi di frutta presso gazebo fissi, oltre che per contenere il flusso dei fedeli lungo la strada. Il turno con inizio effettivo alle 6:00 si presentava semplice dal momento che l’affluenza sia di macchine che di persone era pressoché nullo, ma arrivate le 10:00 fino al mio fine turno, ovvero le 15:30, il flusso di fedeli è stato decisamente elevato. Questo cambio di flusso da parte dei pellegrini verso l’ora di pranzo ha portato alla chiusura parziale della strada e infine al cambio della viabilità della zona. Tra le nostre mansioni, c’era anche quella di consentire il passaggio di un eventuale mezzo di soccorso, quindi mantenere una corsia preferenziale sgombra da mezzi o persone, ma nello stesso tempo permettere un continuo passaggio di fedeli per evitare ingorghi problematici. Il servizio si è concluso con un ritardo di 3:30h dall’ipotetico cambio, mi ha salvato avere portato con me acqua e conforti alimentari zuccherini per evitare di venir soccorso io durante il turno.
Il pomeriggio e la notte sono stati di riposo. Il secondo turno è stato presso il campo dove i pellegrini avevano dormito all’addiaccio, come si suol dire. Purtroppo, a causa della mancata comunicazione del cambio di orario, io e altri volontari di Bologna abbiamo raggiunto la postazione in ritardo, trovando un passaggio di fortuna alle 7:00. Questo servizio prevedeva di stare in punti fissi vicino alle torri delle varie zone, e come Emilia-Romagna dovevamo coprire il turno mattutino, durante la messa del Papa, di tutta la zona 3, ovvero la più ampia. Una volta in posizione dovevamo dare informazioni su dove poter trovare fonti d’acqua potabile, distribuire bottigliette d’acqua o indicare dove trovare punti di assistenza sanitaria, gestiti dalla Croce Rossa. Durante il servizio è stato complicato gestire le varie richieste dei fedeli, che a volte erano delle più disparate, come la richiesta di caffè per la colazione o appunto la richiesta di assistenza medica, che spesso era rallentata per il passaggio difficoltoso in mezzo al campo di operatori e mezzi.
Il servizio terminava infine con la raccolta alimentare e la sistemazione nei bancali di casse di cibo portato dagli stessi fedeli e ridistribuito a chi lo richiedeva, come snack o pranzo per la giornata. La fine del turno arriva, come prestabilito, per l’ora di pranzo e non contenti, con alcuni della Romagna decidiamo di passare il pomeriggio in visita a San Pietro.
Il lunedì ci salutano una parte di volontari e il campo inizia a ridursi; come Emilia Romagna rimaniamo circa la metà per il secondo evento, molto più ridotto, in cui si prevedevano circa 100 mila persone. Si doveva sempre gestire la distribuzione dell’acqua, ma solamente in una zona, quindi tutto molto più limitato. In questo turno mi trovavo in un gazebo con la squadra dell’E-R in supporto ad una squadra della regione Liguria; la distribuzione dell’acqua, barrette e succhi di frutta è proseguita dalle 16:00 fino alle 22:00, e anche qui, in modo più limitato, si è data assistenza a chi non si sentiva bene e fornito informazioni alla popolazione.
Nel complesso il partecipare a questo tipo di evento è stato interessante per diversi aspetti, prima di tutto è stato su diversi giorni, quindi ho potuto vedere come si definiscono i turni e i servizi, il riposo e il ristoro per i volontari, le modalità di cambio turno, a volte anche improvvisi e imprevisti, come non si ragioni più come squadre del proprio comune, ma come squadre dello stesso coordinamento o regione e come anche bisogna collaborare con volontari con diverse divise e magari con diversi modi di operatività.
Mi ha dato anche modo di vedere varie criticità, anche psicologiche, che possono arrivare durante il servizio, come la poca lucidità di prendere un incarico quando non si è preparati o riposati, oppure l’importanza del momento del riposo, che non sempre coincide con gli altri volontari, quindi se si ha un momento tra un servizio e l’altro è necessario sfruttarlo per riposarsi e prepararsi al prossimo turno, perché spesso le attività possono risultare più pesanti e lunghe di quello che viene riferito al briefing.
A volte inoltre, la stanchezza e lo stress, ha portato alcuni volontari a rivolgersi alla popolazione, o ad altri volontari, in modo brusco. Per questo motivo occorre partecipare a servizi di questo tipo mentalmente preparati e dotati di una buona quantità di pazienza.
Mi ha colpito infine il luogo del dormitorio dal momento che lì convivevano diversi volontari con turni differenti e attività diverse; c’era sempre qualcuno che stava riposando e fare in modo di mantenerlo un luogo tranquillo non era sempre scontato.
Consiglio ovviamente di partecipare a questi grandi eventi anche per la gratitudine che i fedeli dimostravano durante i servizi e anche durante le libere uscite vedendoci comunque in divisa in giro per Roma, ovviamente insieme a canti, saluti, chiacchiere, ma anche doni dai propri paesi come braccialetti o portachiavi. È stato bello anche vedere giovani aiutare i volontari nello scaricare le bottigliette, ridonare il cibo avanzato per evitare sprechi o chiedere sacchi della spazzatura per poter ripulire la loro postazione; fa capire come nel giovane ci sia questa volontà di pensare alla collettività e questo già bastava a ridarti l’energia per concludere il turno con il sorriso.”